Borderline, Finzioni

non rimarrà più niente

non rimarrà più niente; né la stazione né il paese, né le voci di chi si è amato o di chi si è tradito, rimarremo solo noi con noi stessi e poi nient’altro: forse un coro d’archi, una coda strumentale sul finire di un pomeriggio autunnale e poi nient’altro, né la fatica né la speranza, soltanto una manciata di immagini da portare dietro come si fa con i rimpianti: una donna su un treno in partenza, un uomo sull’orlo di un precipizio, un libro e una nota scritta sulla pagina di un racconto mai iniziato

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Finzioni, Storie

Una giornata al mare

Se ne andarono a mare con gli altri. I ragazzi con le macchine. Lui e lei a seguire, sullo Zip nero di lei. All’Hotel Paradiso, come al solito, i ragazzi sistemarono le reti per le partite di beach volley. Loro sedettero al tavolino di un chioschetto, al riparo dal caldo torrido di quella domenica di giugno.

Lei fumava. Prendeva lunghe pause tra una boccata e l’altra, come se aspettasse che lui le dicesse qualcosa, o forse sperando che non le dicesse niente.

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(Racconti) brevi brevissimi, Finzioni

The End

Stop – vorrebbe dire. Un fermo immagine, come quando è sul set ed è lui a decidere se una scena è buona.

Vorrebbe tenersi lei, il Cupolone alle sue spalle, e anche Micio che affila le unghie e digrigna i denti. Si terrebbe anche il Tevere, sporco come gli appare adesso sotto il sole tiepido dell’imbrunire, senza nemmeno un briciolo di poesia.

Buona! – vorrebbe urlare e per un attimo gli sembra quasi di dirlo, un attimo solo, il tempo che lei dica: Che potevo aspettarmi da te.

– Lasciami spiegare – dice lui e il Tevere scorre lento al suo fianco – cicche ferri vecchi e stracci lerci –  e  lui pensa: datemi una camera, nient’altro.

– Nient’altro, – dice lei – da te non voglio nient’altro – e mentre lo dice le sue mani si muovono rapide come uccellini in volo, inafferrabili, e lui ci prova ad afferrarle ma lei lo strattona, gli sfugge via mentre Micio graffia la mano di lui nel tentativo di raggiungere il corpo di lei.

L’ultimo sguardo di lei, dal finestrino dell’ottanta-barrato: la fine.

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Borderline, Finzioni

Ogni notte

C’è una donna nello specchio di casa dei miei. Proprio lì. Nello specchio del corridoio. Tra l’ingresso e la porta in fondo, quella del bagno. Mi fissa ogni qual volta fisso lo specchio. E mi fa paura, soprattutto le sere che resto solo in casa e pur non fissando lo specchio so che lei è là – la sua lunga tunica rossa, i capelli neri, lunghi, intrecciati in una coda che le cade sulla spalla -, e me la immagino pronta a saltar fuori da lì, correre per le scale, – magari non prima di essersi stesa sul divano del soggiorno, con un bicchiere di brandy in mano e uno dei sigari di papà tra le labbra – per poi superare silenziosa la porta della mia camera, entrarci dentro, venire piano piano di fianco al letto, e restare lì, a osservarmi mentre dormo, mentre non mi accorgo di niente, e così ogni notte come la notte precedente e la notte successiva ancora

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Borderline, Finzioni

la valigia di cartapesta

e se le stanze degli hotel che amavi tanto rischiarassero adesso, una ad una, diventassero piramidi, orologi a pendolo, o addirittura vetri rotti, ti vedrei nei denti di quell’altro mentre tieni a mente ciò che è stato e «nulla è stato» dirai mentre fuori è buio e fuori è freddo e non c’è nient’altro che una valigia di cartapesta disegnata sul divano e le tue dita – lo sai – sanno dire sì alle mie e le tue dita – lo sai – sanno dire sì alle mie, anche quando fuori è buio anche quando fuori è freddo, anche quando non c’è nient’altro che una valigia di cartapesta disegnata sul divano

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Finzioni, Storie

Io sono Greta. Sei tu che mi hai creata!

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Enrico Castellani, Superficie bianca, 2008

Qualche tempo fa scrissi un racconto, si chiamava La foto di Greta, racconto che finì insieme ad altri racconti del periodo in una raccolta che chiamai Le foto di Greta. Ritengo La foto di Greta, insieme agli altri racconti de Le foto di Greta, la peggior produzione di tutta la mia vita. Nonostante ciò quel racconto (nel caso in cui aveste voglia di leggerlo potete recarvi qui, è l’unica libreria che ne possiede ancora qualche copia) a suo tempo mi diede una buona notorietà. Buone vendite, buone recensioni, qualche reading organizzato in qualche libreria qua e là, soprattutto a Roma ma non solo.

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